
PANNI, LE TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE
Dal 1997 ad opera di chi scrive iniziò una campagna di ricognizioni in diverse aree del comune di Panni al fine di stendere una seppur parziale carta archeologica della zona finora completamente escluse dalla ricerca e pertanto ritenuta priva di evidenze archeologiche, se si eccettua il sito in localita’ “Bosco”, citato nel volume di Giulio Volpe “La Daunia nell’età della romanizzazione”(Volpe 1990), noto per la presenza di reperti di età romana repubblicana- primo imperiale. Le ricognizioni finora svolte hanno permesso l’individuazione e il posizionamento su carta IGM e comunale di aree di affioramento di reperti fittili, metallici e di strutture murarie.
Le zone di interesse archeologico ad oggi individuate sono e sono situate prevalentemente in terreni agricoli o destinati al pascolo, poste su declivi e terrazzamenti naturali o artificiali e distribuite sia sul versante occidentale che orientale del territorio comunale.
In questa sede si presenterà una sintesi descrittiva delle aree e una parziale schedatura dei materiali più significativi in esse rinvenuti ai fini di un inquadramento storico delle stesse.
Panni:lo stato delle ricerche
Pur mancando una ricerca archeologica sistematica nel territorio del comune di Panni ed una seppur minima raccolta dei vari reperti rinvenuti nel tempo in conseguenza soprattutto di lavori agricoli, le motivazioni per una indagine, condotta nei limiti della ricognizione di superficie possono ritrovarsi, per ovvia deduzione, attraverso l’analisi delle evidenze storiche ed archeologiche esistenti per molte altre zone gravitanti intorno alla valle del torrente Cervaro.
In tal senso sarà bene sottolineare che dalle evidenze di natura materiale che storica attualmente in nostro possesso, appare evidente che per grandi linee il territorio pannese dovette vivere generalmente nell’orbita culturale del vicino centro di Bovino, di cui probabilmente ne ha condiviso sia le espressioni etniche che le vicende storico- politiche. Già questi elementi di condivisione sono noti attraverso le fonti storiche, che cominciano con certezza a menzionare il centro già legato a Bovino dal 1118 con il noto diploma di Roberto di Loritello in un’unica entità feudale. Da qui in poi le tappe seppur sporadicamente rintracciabili, ne indicano una stretta dipendenza che si è mantenuta fino ai nostri giorni.
Anteriormente al medioevo le fonti per il paese tacciono. Ma in questo silenzio forse l’archeologia può nei limiti dell’ortodossia scientifica, fare da sfondo ad un tentativo di ricostruzione storica, seppur incompleta e frammentaria. Ora queste tracce cominciano a manifestarsi in maniera piuttosto uniforme nel territorio pannese, e anche ad uno stadio immaturo delle ricerche sembrano rendere chiaro il quadro di un territorio abbastanza uniformemente abitato a partire, per quello che consta alle ricerche condotte dallo scrivente fino a questo momento, dal II° sec. a.C., anche se recentemente abbiamo rinvenuto, seppur in quantità molto modesta, tracce fittili che sembrerebbero indiziare la presenze risalenti probabilmente all’età del Ferro. Inoltre alcune strutture in elevato, la cui natura deve essere chiarita ,sono state individuate.
Se la documentazione archeologica dà prova dal II° sec.a.C. della frequentazione del territorio; mancano tuttavia riferimenti di una certa chiarezza, per il momento, al tipo di organizzazione insediativa, che si può forse supporre di tipo sparso in forma vicanica ( villaggi di piccole dimensioni ) anche se questo può valere per i siti esaminati finora, mancando dati sull’esistenza di un abitato coevo nel sito attuale del paese, dove del resto nessuna ricerca sistematica è stata finora intrapresa.
LA SERRA. IL SITO
Nel 1998 venne individuato da parte dello scrivente un’area archeologica di notevoli dimensioni in località La Serra nel territorio pannese.
Il sito de “La Serra” è situato alle immediate pendici dell’altura omonima (quota 612 m , fig. 1), occupa un pianoro in leggero declivio che degrada da quota 576 a quota 566 con orientamento NO-SE, ed è localizzabile su tavola I.G.M. F.°174 I S.O. coordinate 24.1.64.9.
L’area archeologica (fig.2) occupa quasi interamente tre terreni, di cui uno a coltura cerealicola, l’altro ad incolto pascolativo e parzialmente un terzo a colture orticole. L’area, di forma approssimativamente trapezoidale, si dispone per circa 2,5 ettari, e asseconda integralmente l’assetto morfologico- altimetrico, come ben si rileva dalla dislocazione delle isoipse.
La posizione del sito, inserito perfettamente in maniera funzionale rispetto alle caratteristiche del territorio, ne spiega in parte la prolungata esistenza, come è emerso dall’analisi dei materiali rinvenuti. Esso infatti pur avendo una posizione leggermente arretrata rispetto alla valle del torrente Cervaro possiede un ampia visuale sulla stessa sia in direzione ovest che est, quindi sia verso l’Irpinia che verso il Tavoliere. Al contempo il sito non è visibile da valle perché protetto dall’altura della Serra, e questa collocazione insieme alla stessa posizione in altura è stata probabilmente la ragione del perdurare dell’insediamento in età tardoantica ed altomedievale. Altro elemento importante è la presenza dell’acqua canalizzata oggi in una fontana poderale a una decina di metri dal sito.
